Essere giovani in Italia oggi è un po’ come essere impediti in ogni movimento che conduca ad una vita vera. Incapaci di indirizzare il destino dei propri passi. Come Pinocchio, essere fasciati in quel legno di scarto e dispersi come bambocci tra paesi di balocchi o incatenati come schiavi nei call-center Mangiafuoco. Il Manifesto del Partito dei Giovani, il libro firmato da Giuseppe Civati, non ha i poteri della Fata Turchina, ma offre contributi preziosi ai tanti Pinocchio che vogliono farsi Uomini.
È il momento di una rivoluzione. Nulla di meno occorre di fronte al crollo di questo paese. La casa, i precari, la scuola e la ricerca, il fisco, l’informazione. L’Italia senza diritti per chi è “diverso”, magari perché omosessuale, donna o troppo giovane. L’innovazione tecnologica e l’ambiente ridotti a tema da convegno o poco più. La banda larga che rimane maledettamente stretta. L’Italia della rete libera, vissuta con sospetto dal circuito politico-mediatico. E l’abisso scavato tra le generazioni, nella patria dell’erede (per chi ha una eredità di cui godere) e del figliol precario (che non ha futuro e ancora non si è ribellato).
Il Manifesto del partito dei giovani offre un affresco potente e preoccupato del presente e disegna soluzioni per il futuro, lanciando l’idea di una rivoluzione leggera. È il Manifesto degli italiani che verranno, degli italiani “prossimi”: prossimi anche perché solidali, vicini, alla pari. Rinnovati. È il Manifesto dell’era post berlusconiana, del ricambio della classe dirigente, della necessità di portare avanti le lancette dell’orologio e di interrogarsi radicalmente sull’età del paese e del mondo. Perché chi ha meno di quarantanni spesso non si sente rappresentato da nessuno, e cresce il bisogno di qualcuno che lo voglia e lo sappia fare. Anche a costo di dare vita a un nuovo partito, il Partito dei giovani: non dei giovani dirigenti, ma dei giovani elettori. Uno scenario tra la rivolta e il sogno che può diventare realtà.
Il libro è ricco di contributi, spunti e citazioni che ne aumentano la prospettiva, con una un’ampia appendice di proposte declinate per ogni settore: da quello fiscale alla lotta alla precarietà, dalla ricerca all’ambiente. Ma è anche un libro figlio della rete, con i lettori del blog Civati (http://civati.splinder.com) attivi protagonisti nel rilanciarne o discuterne le tesi ed esplicitamente invitati ad influenzarne le bozze.
GIUSEPPE CIVATI. Il Manifesto del Partito dei Giovani. Melampo editore, 176 pagine, 14 euro.








