Era il 1981 quando apparve nelle librerie un volumetto, intitolato Granatina, che ritraeva la Vicenza dei “favolosi” anni Sessanta in modo scanzonato e impertinente. Stampata e distribuita dagli autori – Antonio Stefani e Papo Rinaldi – senza alcun appoggio editoriale, l’opera divenne un bestseller cittadino, innescando il gioco collettivo al riconoscimento dei personaggi reali mascherati dalla finzione narrativa.
Nel trentennale di quella (ormai introvabile) pubblicazione, Granatina ritorna in circolazione per i tipi dell’editrice Agorà Factory, in una versione completamente rinnovata e arricchita di ulteriori capitoli, ancora una volta introdotta dalla “Ouverture” firmata dall’Anonima Magnagati.
Attraverso i racconti di Stefani & Rinaldi, il lettore viene dunque trasportato nella Vicenza della seconda metà degli anni Sessanta quando, all’indomani del boom economico, tra “capelloni” e ragazzine “yé-yé” nasce il mondo nuovo, che però deve fare i conti con il vecchio. Sull’onda di baruffe e canzoni, amori e motori, mode e ossessioni, quella irripetibile stagione rivive in forma di storie dall’estro tanto burlesco e stralunato quanto candido e affettuoso nei confronti dei propri protagonisti, inquilini di un’epoca già “globalizzata” prima ancora di saperlo.
Dopo aver pubblicato per Agorà Factory l’opera buffa Ciciavecia! nel 2001, Antonio Stefani & Papo Rinaldi rivisitano stavolta quello che rappresentò il loro esordio narrativo, confidando nella curiosità dei giovani di oggi per la stagione che vide salire alla ribalta i giovani di ieri.
ANTONIO STEFANI – PAPO RINALDI. Granatina. Agorà Factory, 131 pagine, 12 euro.








